Di Vesnuccia (del 21/08/2012 @ 14:26:35, in Pensieri, linkato 175 volte)
Sono cresciuta in una famiglia molto come dire "austera". Mio nonno materna era militare di professione, ma era quello piu dolce e tenero della famiglia, le cui carezze e parole dolci le ricordo ancora. Di altri miei nonni avro si è no ricevuto 10 baci in tutto durante la mia vita. Pare che mia madre abbia preso dalla mia nonna la rigidita' sia mentale che fisica e la sua rilutanza di un contatto fisico . Quando mori mio nonno io avevo 12 anni e la figura maschile mi manco del tutto. Del resto mio padre girava il mondo per lavoro e lo vedevo veramente raramente. nella mia infanzia quasi per niente, forse solo dopo i miei 18 anni le sue permanenze a casa diventarono piu lunghe di 14 giorni di fila all'anno. La mancanza della vita quotidiana con persone amorevoli segnano un bel po'. Segnano in tal maniera che una volta che esci di casa, nel mio caso a 18 anni, magari ti vedono apiccicosa e desiderosa di stare piu possibile con chi ami. In poche parole sono sempre stata una fidanzata di quelle insoportabili, che cerca la mano del fidanzato e lo vorebbe baciare sempre, un po' assilante nel voler fare le cose insieme. Ma almeno sapevo da sempre cio' che volevo.
Volevo accanto a me un uomo presente, che faccesse un lavoro che non lo porti lontano da casa per lunghi periodi, che ama essere coccolato e che ama coccolare, una persona che ama trascorere tempo insieme ovvunque e dovunque. E sono stata fortunata abbastanza che nel momento in cui io ero pronta a impegnarmi ne ho trovato uno che era pronto a impegnarsi anche lui, anche se ha avuto bisogno di una piccola spintarella :P.
E poi capita che la societa' per la quale lavora il tuo orsacchiotto lo manda a lavorare a Pomigliano D'Arco su un progetto che in teoria finisce a fine settembre. E ti ritrovi di botto depredata di quella quotidianita' tanto cercata', agoniata' e costruita. Fatta di bacini la mattina prima della pillola da ingoiare e bichiere di acqua che mezzo ti si rovescia adosso da sempre, un uomo che torna a casa a pranzo e ti raconta le novita' del ufficio, rientro a casa post lavoro con camicia/cravatta/polo regolarmente macchiati in modi molto creativi, chiacchere, contato fisico, passeggiate, il fusfureggiare dei gatti che ci caminano adosso prima su uno e poi sul altro. E ti ritrovi a pensare di che vita gramma fa gente che si negano la quotidianita' per qualsiasi ragione, che sia economico, carieristico, o solo speranza di un futuro migliore, come se il presente non fosse abbastanza importante. E odi profondamente il fatto che lui adesso è a cuocerci a Pomigliano mentre tu ti cuoci a Torino in questo fine agosto bastardissimo. Fortunatamente di mezzo ci sè stata una settimana di vacanze al lago. Fortunatamente a fine mese abbiamo un matrimonio in Germania. Ma io odio fare le valigie per trasfertelavorative e qui è da un mese che le faccio al marito pendolare settimanale. L'unica nota positiva son le sfogliatelle e mozarelle che mi porta il venerdi sera, ma se continua cosi imparero' a odiare anche quelle.