Di Vesnuccia (del 13/04/2010 @ 11:23:42, in Famiglie, linkato 135 volte)
Questa foto me la ricordavo benissimo anche se non la vedevo da 20 anni. La ricordavo perche ricordavo ancora il calore della sua schiena e l'odore delle cigarette che si portava sempre adosso.
Chi l'ha vista recentemente ha comentato:
"Sembra Kirk Douglas!"
"Ma era una rock star?"
"E uguale a James Dean!"
Di Vesnuccia (del 08/04/2010 @ 14:25:37, in Posti, linkato 125 volte)
Parlare di un viaggio dopo quasi un mese non è da me. Sono una che deve fissare i ricordi subito, non perche poi mi sfugono ma perche sono una specie di fiume in piena. Se non lo metto nero su bianco subito poi mi scoccio e non lo faccio piu, ed è succeso svariate volte. Per questo Lo Sposo quando si rientra a casa mi sprona a scrivere e raccontarlo in viaggio, piu per noi stessi che per altri.
Con Stoccolma è stato diverso. La città mi ha lasciato talmente sconcertata che anche dopo cosi tanto tempo ce qualcosa che mi "frena".
E una sensazione strana e ancora non ho capito del tutto del "perche".
E' una citta bellissima, ma non ne avevamo dubbi. Il fascino che su di me suscita l'acqua in qualsiasi sua forma (lago, fiume, mare) lo conosco e lo gestisco. Muoio ogni volta che mi allontano dal mare e resuscito quando ci sto vicino, ma visto che la mia vita è ormai sul "continente" ho imparato ad allontanare il ricordo del benessere che mi suscita. E cosi non ero pronta al impato di Stoccolma. Che non è una vera citta sul mare, ma neanche una citta sul lago. E' o almeno era nel periodo che l'abbiamo visitata una citta sul ghiaccio.
Siamo stati li dal 11 al 16 marzo, che almeno calendariamente parlando, era quasi primavera. Primavera che li significava massime 0°C, minime -15°C. Non ho mai sperimentato gelo simile. Un aria frizzante che ti gelava parti di pelle esposta , ma se eri coperto stavi benone. Un aria pulita che profumava di freddo.
Sembrava di vivere al ralentatore. Nessuno li correva per non arrivare in ritardo, ne ti spintonava per prendere un mezzo publico, o ti svuonava il clacson o il campanello della bici inervosito della tua lentezza. Ma non era una lentezza molesta (come gia sperimentata nei luoghi dove il tempo è come nei quadri di Dali), era solo rilassante, anche se a volte sconcertante.
Gli orari di lavoro che fanno ci hanno sorpreso. Essere turista a Stoccolma non è per niente facile , tocca visitare il visitabile nei orari strettissimi in giorni particolari (visto che molte cose erano chiuse per chiusura invernale o per restauro) , roba da portarsi il pc e farsi una tabella excel.
Solo i musei hanno orari normali (10-17). Ma le cose che abbiamo visto ci hanno affascinato, stimolato, apagato.
Siamo rimasti sconcertati dai supermercati di alcolici e le code alle casse, dei racconti del cammeriere del albergo che ci raccontava dei subaffiti, del ubriaco che portava a spasso la sua gattina a guinzaglio davanti al municipio con in mano una busta ikea foderata di pile a mo di cuccia, dalle persone che apena esce un raggio di sole si apiccicano a un muro e alzano la testa con gli occhi chiusi senza badare se passano 5 minuti o mezz'ora, perche in quel momento la luce e il sole è piu importante.
Forse lo sconcerto e la mia impossibilita di metabolizarlo questo viaggio è dovuto proprio a questo. Al suo netto contrasto.
Stoccolma è misteriosa. Sarà perche vive due vite. Una d'inverno e una d'estate. Una decisamente sorniona, ma l'altra come sarà???
Tocca tornarci, magari per la festa di mezz'estate fra qualche anno
Di Vesnuccia (del 30/01/2010 @ 01:29:07, in Cucinando, linkato 273 volte)
Le mie foto dei cibi non sarano mai belle visto che per di piu cucino per i pasti serali, e di sera è buio . Ma anche se le foto sono flashate vi assicuro che l'Angelica era buona!!!!
Ecco la ricetta per un Angelica da fare in una teglia di 26 cm.
per il lievitino:
135 g di farina
1/2 panetto di lievito o 1/2 bustina di mastro fornaio
75 ml di acqua
Sciogliete il lievito in acqua tiepida, agiungete la farina, impastate e mettete a lievitare per 30 minuti.
per l'impasto:
400 gr di farina
3 cucchiai di parmigiano gratuggiato
120 ml di latte tiepido
120 gr di burro morbido
1 uovo e 1/2 *
1 cucchiaino di sale
Impastate la farina, il burro, il latte, il formaggio, il uovo e mezzo, il sale col lievitino. Lavorate finche non è liscio. Lasciate lievitare coperto nel ambiente caldo per circa un ora.
Mentre lievita stufate le cipolle tagliete fini in una padella e mettetela da parte, tagliete lo speck a dadini.
Dopo un ora stendete la pasta in forma retangolare, spalmatela con 40 gr di burro fuso, cospargetela con speck e cipolla e arotolatela sul lato lungo.
Tagliate il salsicioto per lungo cosi ottenendo due strisce che fanno intravedere gli strati di pasta col ripieno. Arotolatelo cosi che il lato "aperto" sia rivolto sempre al esterno. Fatene una ciambella.
Sposate in una teglia, copritelòa e fate lievitare 45 minuti circa(deve radopiare di volume). Una volta pronta spenelate con l'uovo avanzato misto a poco latte.
Cuocete in forno a 180 gradi per 30 minuti.
baci angelici
*- per fare mezzo uovo, pesate un uovo intero sgosciato, sbatetelo e usate solo metà del peso.