Di Vesnuccia (del 10/06/2009 @ 15:46:22, in Cucinando, linkato 44 volte)
Da quando sono a Torino mangio molta meno frutta e verdura sia di quantita che di qualita di quella che mangiavo prima. Non l'unica ma una delle cause è che mio marito praticamente non ne mangia. Alla fine tutto si riducie su insalata verde, pomodori, e poco altro. Di frutta fortunatamente mangia qualcosa in piu, ma mica tanto.
Un altra causa del mio disinamoramento dalla frutta e verdura era il fatto che di qualita' è peggiorata drasticamente. Siamo arrivati al punto che un limone marcisce anche se tenuto in frigo in due giorni, una specie di record. Va bene che io acquistavo prevalentemente al ipercoop, ma le cose non cambiarono quando la mia spesa verduriera ho deciso di farla dal Gioieliere, fruttarolo del quartiere.
Poi l'estate scorsa si mangiavano i pomodori di mia produzione, avessi spazio, l'orto me lo farei da me. Mi sono informata anche sui orti cittadini che vengono concessi ma io aime sono troppo giovane e troppo poco europea per poter anche solo fare la domanda. Tra l'altro gli orti della nostra circoscrizione sono molto vicino al maneggio dove vado a cavallo e sono proprio splendidi.
Poi leggendo Prof ho scoperto le bioceste. Peccato pero che le bioceste non le distribuiscono in Piemonte e io sono rimasta con l'acquilina alla bocca e la voglia di aglio orsino.
Pero' si sa, io non mi arrendo cosi facilmente, e mi sono rimbocata le maniche e ho trovato Le ceste da Bosco una piccola azienda agricola che fa piu o meno quello che fa Bio express.
Un signore gentile fa le consegne di martedi e venerdi e ci porta a casa la frutta e verdura di sapori di una volta, e della nuova mai viste ne mangiate prima.
Come la bardana, una verdura che a occhio sarebbe imangiabile perche pelossisima, una volta solo cotta immangiabile per la seconda volta perche amarissima, ma preparata come da ricetta allegata nel cesto (souffle o flan) è deliziosa.
Percio se siete a Torino e dintorni e stavate cercando frutta e verdura bio e a km 0 portata a domicilio contatate la famiglia Bosco
Postilla alla 2° parte
Mi è stato detto che la seconda parte "suona" meno appasionnate/piu distacata dalla prima. A pensarci bene è sicuramente cosi. Quella parte della mia vita l'ho metabolizata e capita, e alla fine mi sta bene cosi com'è. Non perche è stata perfetta, non perche io non abbia fatto sbagli o fossi stata solo esclusivamente felice. Anzi, è stata faticosa, travagliata e di continua crescita. Solo che la prima parte nonostante tutto è ancora vivida "sulla mia pelle" mentre la seconda "si è placata". Forse anche perche gli odori/sapori/tristezza/delusioni e felicita' sentite da bambini è difficile dimenticarli (e meno male che sia cosi!).
Ma torniamo a noi.
Ero completamente felice. Ero dove volevo essere, accanto a me avevo un uomo che desideravo e che era presente in maniera come volevo io. Convivevamo e per dir il vero non ci siamo mai seriamente opposti a un arrivo spontaneo di un figlio . Quella "incoscente" probabilmente ero io, lui invece no. L'uomo che mi sono scelta e che ha scelto me non faceva nulla per incoscenza. Ci sposamo e continuamo a fare allegramente e appassionatamente nostro adesso dovere cognugale .
Io pero comminciai ad avere paura, paura di non essere in grado a fare la mamma, sia in senso pratico (occuparmi del figlio/a quotidianamente e capire le sue esigenze) che emotivo. Del resto provenivo da una famiglia dove mia nona non è stata una madre adeguata per mia madre e dove la mia non lo è stata per me. Alla fin dei conti la storia si è gia ripetuta una volta e io cmq sono e rimango una persona abbastanza rigida, carateristica inadeguata per chi vuole avere bambini gioiosi intorno a se. Si puo essere seri e risoluti ma rigidi no.
Gli unici bambini con i quali mi potevo confrontare erano i nipoti acquisiti. Erano piccoli e anche se li vedevo solo ogni tanto ogni anno ci passavo almeno una settimana senza la presenza del loro genitori. E solo occupandomene mi sono resa conto che le "mansioni" pratiche si imparano. Fare bagnetti, cambiare panolini, dare biberon alla fine non era cosi difficile. Forse era faticoso ma non difficile. Difficile era gestire due bambini quando di mezzo c'erano intromessioni di terzi, ma si sa con nonni/suoceri è sempre cosi.
La mia paura sulla parte "emotiva" rimaneva presente pero'. Probabilmente avendo sentito sulla propria pelle la maternita inadeguata altrui, questa cosa mi spaentava piu di tutto. Nonostante tutti mi dicessero che con i bambini ci sapevi fare nonostante "a casa mia ci fossero delle regole"(e ci credo, con tutto l'impegno che ci mettevo e metto tutt'oggi per tenerli occupati/impegnati/felici) io sapevo che "mancavo" in qualcosa.
E me lo fece notare mio nipote durante una vacanza insieme. C'eravano noi zii, loro nipoti e i miei suoceri. Eravamo in Valle d'Aosta. Avevamo affitato due alloggi, uno per noi e bambini e l'altro per i suoceri che cosi dormivano tranquilli. Di giorno si andava per montagne con bimbi a seguito, si giocava, si disegnava con acquarelli, e di sera di solito si adormentavano stanchissimi. A letto li portavo io e ci passavo qualche minuto insieme finche il respiro non diventava piu lento e "da sonno". Una sera apena prima che mi alzassi dal letto matrimoniale dove ero distesa con i cuccioli Paolo ( al epoca di 4 anni e mezzo) con voce sonnolente mi disse
"Tu non ci tocchi mai..."
Ovvio che io li toccavo sempre. Li cambiavo, li lavavo, li vestivo, ci giocavo etc etc ma quello che lui intendeva e di cosa ero in diffeto era il contatto umano, quello di cui sono sempre andata alla ricerca io anche da grande, il semplice stare attacati, avere una mano apicicata alla spalla, avere conferma del sentimento altrui anche sentendo la loro vicinanza/presenza fisica.
Quella frase mi colpi molto. Pare proprio che uscire fuori dal tunnel "la storia si ripete" nonostante si avesse vissuto sulla propria pelle la mancanza di quel calore umano reale non era poi cosi automatico.
continua
Di Vesnuccia (del 05/06/2009 @ 08:19:51, in Pensieri, linkato 53 volte)
Questo è la 2° parte di un post a rate. La prima la trovate qui
Ma tirai un sospiro di solievo non solo perche mi allontanavo da chi mi giudicava di continuo, ma anche da un atmosfera pesante in casa. Mio padre per via del lavoro c'era poco (1 mese al anno dopo i miei 5 anni), mio nonno non c'era piu, e altre figure maschili non c'erano. Abbondavo di figure femminili invece, anche se erano solo due, mia nonna e mia madre, che erano in una "competizione" continua tra di loro sempre e comunque e con un rapporto pessimo che alla lunga le porto a vivere una vita da "separate" in casa. Non si parlavano quasi piu e a casa l'aria era pesante come un macigno. Per me difficilmente respirabile, e i primi anni che tornavo regolarmente per le feste commandate non vedevo l'ora di andarmene via.
Il rapporto che avevano mia nonna e mia madre era come uno specchio del rapporto di mia madre con me. Le dinamiche erano uguali, con l'unica differenza che io me ne stavo zitta e mi tenevo le cose dentro. Tanto la mia vita era altrove.
Ormai avevo messo l'anima in pace, le circostanze hanno fatto si che il mio rapporto con mia madre non fosse roseo e il suo carratere in contrasto col mio ha fatto il resto.
La vita a 20 anni è piu facile e piu spicia. Ero fidanzata, avevo le mie amicizie, studiavo, lavoravo. Di tante amiche due sono rimaste incinte "per sbaglio" e hanno fatto scelte diverse. Una ha abortito, l'altra ha tenuto il figlio e si è sposata. Non avevo giudicato nessuna delle due per le scelte che hanno fatto anche se io non mi sarei sposata se fossi stata al posto della mia amica (ma questa è un altra storia tra l'altro non mia). Queste scelte ad entrambe hanno segnato la vita, che è andata in un verso o in un altro. Se al epoca qualcuni avesse chiesto alle mie migliori amiche chi tra di noi si sarebbe sposata e fatto figli per prima, tutte a gran voce avrebbero detto il mio nome. Ero fidanzata sempre con la stessa persona da anni. Non avevo grilli per la testa. Non ero ambiziosa, preferivo sicurezza e serenita' che ottenevo anche facendo sacrifici. Invece a sposarsi e avere figli per prima fu l'amica piu aperta ai cambiamenti, che sognava di laurearsi e andarsene presto dal Italia, e che meno credeva nel matrimonio. Cose che capitano.
Al epoca a me di avere figli non mi sconfinferava per nulla. Come molte, ho avuto due mattinate di pure angoscia davanti un test di gravidanza nonostantefacessi sesso protetto. Per me non era il momento come non lo era per il mio ragazzo di allora. Se pensavo al mio futuro non mi immaginavo figli, ma un rapporto a due che di conseguenza si evolve. Per me non era uno scopo quanto una conseguenza di un assortimento giusto tra due persone. Io al epoca nonostante avessi messo tutta me stessa e ben 7 anni in quel rapporto, non ero ben assortita. E una volta metabolizzato ho troncato e mi sono decisa di smettere di essere qualcuno che non ero.
Finalmente ho cominciato a fregarmene di cosa volevano gli altri e ho messo me stessa al primo posto, con la conseguenza di essere appostrofata egoista. Ho tirato fuori "le palle" e ho cominciato a non essere diplomatica. Si vede che mi ero stufata. Ovviamente i rapporti con mia madre si sono gelati di brutto visto che non facevo piu la sottomessa. Ci si sentiva sempre meno e non ci si vedeva quasi piu.
Poi per qualche strana ragione la mia vera me ha fatto colpo su un uomo che poi è diventato mio marito. Per lui ho cambiato lavoro e citta, ovviamente contro il volere di mi madre che se l'ha legato al dito. Ci amavamo e convivevamo e forse per la prima volta in vita mia ero totalmente felice. Sapere che si piace per quello che si è, anzi che sembriamo perfetti per come siamo per la persona amata, e non per quello che potremmo diventare non ha prezzo.
continua