Il tè verde era gia' conosciuto in Cina piu' di 5.000 anni fa'.
Il luogo di origine della pianta e' tuttavia ancora punto di discussione: alcuni sostengono che l'origine vada ricondotta agli altipiani della Cina sud-occidentale, altri propongono l'Assam, altri ancora addirittura la Birmania.
Qualunque sia il luogo d'origine, sono essenzialmente tre i punti di forza del tè: l'azione tonificante, che stimola e favorisce la concentrazione; il benefico effetto sedativo che esercita sullo stomaco ed il particolare aroma che si diffonde.
Il tè é dopo l'acqua la bevanda piu' diffusa nel mondo(sia occidentale che orientale).
I cinesi attribuiscono la scoperta del tè ad un loro imperatore, Shen Nung, vissuto a sud del Fiume Giallo, nella provincia di Honan.
La leggenda vuole che avesse testa umana su un corpo di serpente e che fosse uno dei Tre Venerabile a cui l'umanita' deve molte invenzioni, che si dedicasse molto all'agricoltura, tanto da essere venerato come Il Divino Agricoltore.
Un'altra leggenda orientale(attribuita al 519 d.C.) riportata da un viaggiatore tedesco di fine Settecento, il medico Engelbert Kampfger, parla del pio Darma, figlio del re indiano Kosjuwo, che passava intere notti dedito a pratiche ascetiche, ma una volta che si lascio' vincere dal sonno, preso dall'ira nei suoi confronti per essere stato vinto, si strappo' le palpebre e le getto' via; la mattina dopo da queste era nato un'alberello sempreverde, il tè.
Un'altra leggenda parla invece del saggio cinese Gan Lu, convertitosi in India al buddismo, che ritornando nel suo paese si era portato dietro un piccolo involucro con semi di tè.
Il periodo di massima ispirazione del tè si suddivide in due grandi epoche: classico e romantico.
Nel periodo classico(intorno all'anno 850), in Cina prevale l'uso di cuocere le foglie del tè a vapore, pestarle poi nel mortaio fino a ridurle in massa compatta ed infine cucinarle con riso, zenzero, sale, scorza d'arancia, spezie, latte ed in qualche caso, anche con la cipolla; a questo impasto, dalla consistenza simile ad uno sciroppo, si puo' avvicinare il tè con burro ancora oggi preparato nel Tibet e da alcune tribu' mongole; Nel periodo romantico(fino al 1279) il tè viene invece frullato: su foglie di tè non fermentato(tè verde) precedentemente polverizzate in un mortaio di pietra, si versa l'acqua bollente; quindi l'infuso viene sbattuto con un pennello di fibre di bambu' fino ad ottenere un liquido piuttosto denso.
Fu' proprio durante il periodo romantico che il tè ebbe il raggiunge la sua maggiore notorieta', con l'istituzione di concorsi per l'assaggio e la valutazione delle nuove miscele.
Con il passare del tempo, bere il tè non fu' piu' considerato qualcosa di poetico ma una strada per giungere all'autocoscienza.
Una sezione a parte meriterebbero i 24 strumenti usati per la preparazione: dal tripode per le braci fino allo stipetto di bambu' dove si ripongono i vari oggetti.
Il Sacro Libro di Lu Yu(poeta e filosofo della dinastia T'ang) tratta i modi di bere e di coltivare il tè, dice che l'acqua migliore e' quella che sgorga da sorgenti di montagna, e dice che le tazze piu' indicate sono quelle smaltate in azzurro, un colore che risalta il colore della bevanda.

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