|
|
Schiava Alto Adige
| Uva |
Schiava (85%) e altre uve locali a bacca rossa (massimo 15%) |
| Colore |
rosso rubino chiaro |
| Profumo |
lievemente vinoso, elegante, fruttato con ricordo di lievito di pane, mandorla e viola |
| Sapore |
morbido, avvolgente, prevale la nota mandorlata |
| Gradazione |
10,5° |
| Invecchiamento |
2 anni |
| Produzione annua |
62 000 hl (8 200 000 bottiglie circa) |
Dell'uva Schiava esistono piu' specie, in particolare la Schiava Gentile, quindi la Grossa, la Grigia e una varieta' locale nota con l'intraducibile nome Tschaggerlevernatsch, d'origine onomatopeica; la voce tschagg suona in tedesco come l'italiano "ciac" e ricorda il rumore degli acini dalla buccia particolarmente resistente nel momento in cui vengono shiacciati.
Dopo la fermentazione in acciaio o vetroresina, il vino deve affinare alcuni mesi in legno.
Alcuni produttori preferiscono grandi botti di rovere, altri le barrique nuove da 225 litri.
Il curioso nome di Schiava avrebbe, secondo accreditati studi, origine lontanissime, addirittura romane, e deriverebbe dal termine generico usato in un contratto di compravendita di un vigneto cum vitis sclavis, cioe' con viti potate, tagliate,, in pratica "schiavizzate" dall'uomo.
Vino DOC da tutto pasto, piacevole e beverino, la Schiava accompagna molto bene menu' con primi piatti dai sapori abbastanza morbidi, come i tortelli di magro, e' eccellente su portate di pollame e carni bianche in genere, anche su un fritto misto all'italiana.
Servire a temperatura di cantina (14-16°C).
|
|
|
|