Moscato
Uva Moscato Bianco
Colore giallo paglierino brillante
Profumo caratteristico e vivace, con netto sentore di muschio
Sapore dolce ed aromatico, conferma il profumo
Gradazione 12° di cui da 7 a 9,5 svolti
Invecchiamento da bere nel primo anno dalla vendemmia
Produzione annua 31 500 hl (4 500 000 bottiglie circa)

Moscato E' uno dei vini da dessert piu' eleganti e leggeri: ha resistito negli anni alla cattiva abitudine di venire soppiantato a conclusione di un pranzo da uno spumante secco o da uno Champagne, e oggi è uno dei pochi vini che hanno potuto aggiungere alla DOC anche la "G" di "Garantita", a dimostrazione della sua fondamentale importanza sulla scena vitivinicola italiana.
Rispetto al gemello Asti Spumante presenta qualche differenza soprattutto nella lavorazione.
Il Moscato, infatti, viene imbottigliato quando non ha ancora completato la trasformazione degli zuccheri in alcol.
Altra differenza: il Moscato d'Asti è tradizionalmente prerogativa di piccoli produttori, mentre l'Asti Spumante ha dimensioni di grande industria.
L'uva Moscato sembra essere la piu' antica tra tutte quelle coltivate in Italia.
Era l'Anarhelicon Moschaton dei Greci, che i Romani ribattezzarono Apianae diffondendola con le loro conquiste in tutta l'Europa.
Durante il regno di Carlo Magno il porto francese Frontignan era noto per l'esportazione di vino Moscato, piu' tardi soppiantato da Montpellier. Moscato
In Italia la grande diffusione si ebbe dal XVI secolo in avanti un po ovvunque, ma soprattutto nelle attuali provincie di Asti ed Alessandria.
Il Moscato d'Asti deve essere bevuto giovane, entro l'anno, fresco fra 8 e 10°C.
E' ideale conclusione di un pranzo, accompagnato da dolci in genere di frutta.


Sei in iSogn@tori 


Commenti  Commenti  ( 0 )










 Versione precedente del sito