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Introduzione alla numismatica
La moneta, fu introdotta probabilmente in Lidia tra il VII ed il VI secolo per
semplificare le operazioni di pagamento dei mercenari, e divenne in Grecia un
simbolo dell’esistenza e dell’autonomia della polis.
Le monete piu' antiche erano impresse solamente su di una faccia, essendo stata
la figurazione incisa sulla superficie del conio inferiore, mentre l’altro e'
marcato da uno o più punzoni.
Fu poi naturale munire lo stampo superiore di un disegno; fu così che presero forma
le monete bifacciali che ci sono oggi familiari.
Le monete greche del periodo classico furono prevalentemente d’argento, un metallo
che si trovava in quantita' abbastanza grandi nel mondo ellenico.
Le monete di elettro restarono limitate a poche localita' dell’Asia Minore.
Oro in quantita' sufficiente per le esigenze di una normale monetazione se ne trovo'
solamente intorno all’eta' di Filippo il Macedone, mentre il
bronzo venne impiegato per la prima volta alla fine del V secolo in Sicilia e
nella Magna Grecia.
Una delle forme di collezionismo piu' antiche e' senza dubbio quella numismatica:
risale agli imperatori romani la passione di collezionare monete, come comune nel
periodo tardoantico usare una moneta come pendente da incastonare in un girocollo.
Il collezionismo numismatico vero e proprio vede il suo inizio con l’Umanesimo,
facendo parte di quel rinnovato interesse per il mondo antico.
Francesco Petrarca per primo considero'
le monete quale mezzo di approfondimento storico, cosi' come apprendiamo dalle
sue Lettere; il primo grande collezionista di monete romane fu pero' il cardinale Pietro Barbo,
il futuro papa Paolo II; altro grande collezionista fu Cosimo de’Medici.
La piu' importante raccolta privata nell’ ultimo secolo e' la
ricchissima collezione del re Vittorio Emanuele III, donata all’Italia ed ora
conservata presso il Medagliere di Palazzo Massimo.
L'Unione Monetaria Latina(La nonna dell'Euro)
Nel 1865 l'Italia, la Francia, la Svizzera, il Belgio e la Grecia, al fine di
agevolare gli scambi, crearono l'Unione Monetaria Latina.
Le monete d'oro e
d'argento di questi paesi avevano lo stesso peso, diametro e percentuale di
metallo prezioso e potevano quindi circolare liberamente in tutti gli stati
membri, proprio come l'Euro dal primo gennaio 2002.
Francia,
5
Francs
Belgio, 5
Francs
Italia, 5 Lire
Dopo poco tempo, molti altri paesi cominciarono a coniare le proprie monete
seguendo i medesimi standard, anche se solo alcuni aderirono poi formalmente
all'Unione: Spagna, Romania, Austria, Bulgaria, Venezuela, Serbia, Montenegro,
S. Marino e lo Stato della Chiesa. Questo sistema monetario basato su due
metalli, l'oro e l'argento, creò di fatto un cambio fisso anche con quei paesi
che, pur adottando standard diversi, avevano comunque collegato le loro monete
all'oro. Il tasso di cambio veniva a coincidere quindi con il rapporto tra le
diverse parità auree. Per esempio, la sterlina inglese equivaleva a 7,322 gr.
d'oro, mentre l'unità monetaria dell'Unione era pari a 0,29032 gr d'oro. Una
sterlina inglese era quindi pari a 25,22 lire, franchi pesetas ecc..., mentre il
tasso di cambio con il dollaro era fissato a 5,18. Il c.d. "Gold
standard" fu tra le vittime della Prima Guerra Mondiale, mentre l'oro come
moneta rimase fino al 1971, qunando Nixon pose fine alla convertibilità del
dollaro.
Le origini della Lira
Il nome Lira deriva dal latino libra (libbra) che per
i romani era una unita' di peso pari a 327,45 grammi.
La Lira divenne unita' monetaria solo più tardi, con l'introduzione,
da parte di Carlo Magno, della cosiddetta libbra "pesante" (408 grammi
) nel 793 d.C.
Dalla libbra (Lira) carolingia gli
zecchieri del tempo dovevano ricavare 240 denari d'argento di 1,7 grammi
(l'unica moneta che a quel tempo fu veramente battuta).
Per molto tempo
infatti, la Lira non e' esistita fisicamente come moneta, ma, dato il suo
alto valore, fungeva solo da "unità di conto".
La prima vera Lira Italiana (basata sul sistema decimale 100 centesimi
= 1 Lira ), fu coniata da Napoleone nel 1808.
Il sistema decimale fu poi recepito dal Regno di Sardegna e con esso si diffuse in tutta Italia.
Anche se da molti viene considerata una
valuta debole, c'e' da dire che la Lira attuale è la medesima unita' di conto del
1861, anno della unificazione.
L'Italia non ha mai operato riforme monetarie
come invece fecero i tedeschi a causa dell'iperinflazione che colpì la Germania
tra le due guerre, o i francesi con l'introduzione del "franco pesante".
L'ultima lira coniata per la circolazione e' stata la piccola
moneta metallica che vedete qui sotto, nel 1959.
Oggi continua ad essere coniata
ma solo per essere inserita nelle serie per collezionisti.
Il primo gennaio 2002 la Lira e' stata affiancata dall'Euro che
l'ha sostituita completamente 2 mesi dopo.
L'ultima banconota ad essere stampata dall' Officina della
Banca d'Italia è stata quella da 5.000 lire "Bellini" nel giugno del 2000.
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