Sposarsi in comune

I futuri sposi (o anche uno solo per conto di entrambi) devono presentarsi con un documento d’identita' valido (carta d’identità o passaporto) all’Ufficio matrimoni o di stato civile del Comune dove intendono sposarsi.
Se vi si reca uno solo dei due, deve portare la fotocopia del documento d’identita' dell’altra persona.
Se si intende contrarre un matrimonio concordatario occore munirsi della richiesta di pubblicazione di matrimonio rilasciata dal parroco (Modello X).
Il matrimonio puo' essere celebrato nel Comune in cui almeno uno dei due sposi e' residente; se si sceglie un altro luogo, e' comunque necessario effettuare il consenso nel proprio Comune di residenza, a cui si dovrà inoltre inviare una lettera spiegando le motivazioni della scelta alternativa.
In questo modo l’ufficio avrà tempo per preparare la lettera di delega che i due futuri sposi dovranno presentare nel Comune in cui intendono sposarsi.


Consenso e pubblicazioni

Quando ci si presenta per la prima volta all’Ufficio matrimoni del Comune per avviare la pratica, si può già prendere appuntamento per effettuare il consenso.
Il giorno del consenso gli sposi si presentano per firmare la richiesta di pubblicazioni e comunicano la data scelta per il matrimonio.
Le pubblicazioni (che riportano il nome degli sposi) saranno affisse in Comune per otto giorni consecutivi.
Con questo atto si rende pubblica l’intenzione di sposarsi e si permette a chi non e' d’accordo di opporvisi.
Scaduto il termine, il Comune rilascia il certificato di nullaosta da presentare all’ufficiale di stato civile.
Il matrimonio deve avvenire entro 180 giorni dalle pubblicazioni.


Quando sposarsi

Nella maggior parte dei Comuni non si celebra il matrimonio di domenica: si puo' quindi scegliere un giorno dal lunedi' al venerdi' oppure il sabato mattina.


I casi particolari in cui non vale l’autocertificazione

donne vedove da meno di 300 giorni: e' necessario presentare il documento di autorizzazione del Tribunale civile;

minorenni: chi ha compiuto 16 anni può sposarsi presentando un documento di autorizzazione del Tribunale dei minori;

stranieri: nullaosta o certificato di capacita' matrimoniale rilasciato dal paese di origine e di un atto di nascita tradotto in italiano dal consolato o dall’ambasciata.

Per sposare un cittadino straniero che fa parte dell’Unione europea o aderisce ai trattati europei sul matrimonio, si deve presentare in Comune il certificato di capacità matrimoniale o nullaosta, rilasciato dal Consolato o dall’Ambasciata del paese di origine, oltre naturalmente al passaporto.
Su come ottenere il Nullaosta del Ambasciata, vi dovrete informare presso la stessa. Spesso e' richiesto di rientrare nel paese d'origine per fare i documenti e percio' segnaliamo che molto spesso l'anagrafe del paese d'origine del futuro cognuge straniero richiedera' un Estratto dai registri degli atti di nascità su Modulo Internazionale.
Se si tratta di un paese non appartenente alla Comunità europea, può essere necessario autenticare la firma sul nullaosta in Prefettura.
Se il nullaosta non è completo di dati anagrafici o se il cittadino straniero abita in Svizzera o in Austria, va aggiunto anche l’atto di nascita.
Ottenere questi certificati può richiedere molto tempo, quindi e' meglio muoversi con anticipo.l’ Per i cittadini dell’Unione europea la trascrizione dell’atto di matrimonio nel paese di origine viene fatta in modo automatico.
Se invece il paese e' fisicamente al di fuori della Ue (come per esempio Gran Bretagna e paesi Scandinavi) si puo' richiedere un certificato di matrimonio plurilingue che ne permetta la trascrizione in tempi brevissimi.
Per quanto riguarda le relazioni patrimoniali (come la comunione e separazione dei beni), verra' applicata la legge dello Stato in cui la vita matrimoniale si svolgerà in prevalenza. I coniugi possono comunque concordare quale delle due leggi applicare.



Sposarsi in chiesa

In aggiunta, per il matrimonio religioso, si devono consegnare al parroco i seguenti certificati:
certificato di battesimo: da richiedere alla parrocchia dove e' stato celebrato il battesimo. Per risparmiare tempo, si puo' anche telefonare al parroco e farselo preparare oppure, se la parrocchia e' lontana, farselo spedire per posta.
certificato di cresima: da chiedere alla parrocchia dove e' stata celebrata. Non e' necessario se sul certificato di Battesimo e' stata annotata anche la Cresima. Per chi non avesse ancora ottenuto il sacramento della Cresima, deve provvedere immediatamente.
certificato di Stato Libero Ecclesiastico: deve essere presentato solo da chi ha vissuto fuori dalla propria Diocesi per almeno 12 mesi e dopo aver compiuto i sedici anni. Con questo certificato si dichiara che il richiedente non ha contratto il matrimonio nel periodo in cui si e' allontanato dalla diocesi; puo' essere sostituito da un giuramento davanti al parroco e a due testimoni.
attestato di partecipazione ai corsi prematrimoniali.
pubblicazioni religiose: tutti i documenti devono essere portati al parroco della Chiesa prescelta per le nozze, che rilascera' il consenso al matrimonio. Inoltre le pubblicazioni saranno affisse per otto giorni presso le parrocchie dei due sposi. A questo punto si puo' anche fissare il giorno delle nozze, da concordare anche con il Comune.
certificato di avvenuta pubblicazione: viene rilasciato dal parroco una volta scaduti i termini dell’affissione delle pubblicazioni.
stato dei documenti: e' un modulo che il parroco rilascia a chi si vuol sposare in una chiesa diversa. Dovra' essere consegnato al parroco della chiesa prescelta, vidimato dalla Curia che lo trattiene per circa una settimana, nel caso in cui il matrimonio avvenga fuori dalla Diocesi. Lo stato dei documenti va presentato con il certificato civile di avvenute pubblicazioni.

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