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Storia del Patchwork
La parola patchwork deriva dall'inglese patch, pezza e da work, lavoro:
E' l'arte di cucire insieme piccoli pezzi di tessuti differenti per ottenere
un insieme piu' grande.
Questa tecnica permette di utilizzare ritagli che, accostati con attenzione,
formano disegni molto piacevoli e di notevole impatto cromatico.
Puo' essere cuito a mano o a macchina, a seconda dei motivi e delle preferenze
personali.
Si e' abituati a considerare questa arte come ad una tecnica prettamente
americana, ma essa e' presente in tutte le culture.
Il 1800 è stato il periodo di maggior successo per il Patchwork tanto in Inghilterra quanto negli U.S.A.:
le donne (ma anche uomini) si dedicarono a questa attivita' per passione, o costretti
dalle ristrettezze economiche, o perche' la disponibilita' di stoffe era ridotta e
si utilizzavano tutte i pezzi di stoffa disponibili, anche quelli provenienti
dagli abiti dismessi.
Cosi' in America vengono prodotte le prime trapunte formate da tanti
riquadri separati, poi uniti a formare un tutt'uno.
Ai giorni nostri il Patchwork vede una nuova rinascita, con
una visione piu' moderna: non piu' trapunta realizzata con stoffe di recupero,
ma oggetto d'arte, frutto di studi preliminari creato magari anche
adoperando stoffe costose, diventando cosi'
elemento decorativo, pannello ornamentale, perdendo spesso la sua funzione pratica originaria.
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