Barolo
Uva Nebbiolo, varieta' "Michet", "Lampia", "Rose'"
Colore rosso granata con riflessi aranciati
Profumo intenso, complesso, con note evidenti di viola e vaniglia
Sapore ampio, caldo, persistente, di grande stoffa
Gradazione 13°
Invecchiamento molto lungo, anche oltre 20 anni
Produzione annua 51 800 hl (6 900 000 bottiglie circa)

Definito,"il re dei vini e il vino dei re", il Barolo, tutelato dalle rigide regole della DOCG, puo' essere prodotto esclusivamente nella provincia di Cuneo nei territori dei comuni di Barolo, Castiglion Falletto,Cherasco, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d'Alba, Novello, Roddi d'Alba, Serralunga d'Alba e Verduno.
La sola uva ammessa è il Nebbiolo nelle varieta'Michet, Lampia e Rose'.
L'invecchiamento obbligatorio in cantina è di tre anni (di cui due anni in botti di rovere o di castagno) per il tipo normale e cinque anni per il Riserva.
Il Barolo è stato il primo dei vini piemontesi a subire la sostanziale modifica di lavorazione che e' alla base della sua versione moderna.
Il vino prende spesso il nome del vigneto, talvolta preceduto dal termine "vigna", "bricco" o "sori'".
E' accaduto in pieno Risorgimento, quando i Savoia guardavano alla Francia come l'unico punto di riferimento.
Fino ad allora i vini piemontesi erano in prevalenza dolci e sulle tavole dell'aristocrazia arrivavano prodotti di Bordeaux e della Borgogna.
La marchesa Falletti di Barolo chiese a louis Oudart, enologo francese di grande fama, di trasformare il suo vino e renderlo pari ai vini francesi.
Oudart individuo' facilmente il difetto nelle grossolane tecniche produttive: la fermentazione non arrivava mai a termine e ne risultava un vino dolce e instabile che andava bevuto in fretta.
I risultati ottenuti spinsero Cavour a chiamare Oudart al suo castello a Grinzane e anche Vittorio Emanuele II converti' la tenuta attorno alla casa di caccia di Fontanafredda, a Serralunga d'Alba, alla produzione del nuovo vino.
Il Barolo odierno ha quindi preso forma insieme con l'Italia.
E' un vino forte, capace di mantenersi perfetto per un numero incredibile di anni, di grande lignaggio.
Sull'esempio di Barolo, altre zone vinicole optarono per il Nebbiolo come uva base: accadde a Barbaresco, lungo tutta la fascia pedemontana piemontese e in Valtellina.
Il Barolo entra nella sua stagione ottimale a partire dal quarto anno, matura splendidamente fino all'ottavo o al decimo, e prosegue la sua vita per molti anni ancora.
La bottiglia va conservata, orizzontale, aperta alcune ore prima del consumo e possibilmente decantata.
Temperatura ideale del servizio e' tra 18 e 20°C in calici tipo ballon.
Si abbina perfettamente ad arossti di carni rosse, brasati, selvaggina e formaggi stagionati.



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